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La battaglia per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro è una battaglia di lunga durata; non sopporta pause, incertezze, approcci meramente formali e burocratici.
Non muta (o non dovrebbe mutare) con il mutare dei governi; chiama in causa l’impegno e la responsabilità della politica, delle imprese, del sindacato, degli operatori della prevenzione e dei servizi ispettivi, del mondo dell’informazione e della comunicazione.
Nessuno può chiamarsi fuori dall’impegno per rendere più sicuro e dignitoso il lavoro italiano; nessuno può rassegnarsi all’idea che lo sviluppo e l’aumento della produzione richiedano il sacrificio di un lavoratore italiano ogni sette ore.


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La battaglia per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro è una battaglia di lunga durata; non sopporta pause, incertezze, approcci meramente formali e burocratici.
Non muta (o non dovrebbe mutare) con il mutare dei governi; chiama in causa l’impegno e la responsabilità della politica, delle imprese, del sindacato, degli operatori della prevenzione e dei servizi ispettivi, del mondo dell’informazione e della comunicazione.
Nessuno può chiamarsi fuori dall’impegno per rendere più sicuro e dignitoso il lavoro italiano; nessuno può rassegnarsi all’idea che lo sviluppo e l’aumento della produzione richiedano il sacrificio di un lavoratore italiano ogni sette ore.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, già il 31 dicembre 2007 nel discorso di fine anno diceva “Il malessere è nella insufficiente tutela del lavoro, della vita sul lavoro. Questo è stato e rimane un mio assillo”, ma dall’alto della sua cattedra più volte ha richiamato tutti sull’esigenza di profondere ogni sforzo per contrastare gli infortuni sul lavoro. Non mancano le buone leggi. Da alcuni mesi è in vigore il decreto legislativo 81/2008 ossia il Testo Unico in materia di tutela e della sicurezza sul lavoro, atteso dalla riforma sanitaria del 1978.
Il Testo va attuato ponendo fine alle varie proroghe e al rinvio dei decreti attuativi. Tuttavia le buone leggi non bastano, del resto anche il precedente decreto legislativo 624 era una buona legge. Occorre attuare le leggi con rigore, continuità, convinzione, migliorare la prevenzione, investire robustamente sulla formazione di imprenditori e lavoratori, autonomi e dipendenti, a partire dalle scuole e dalle università; realizzare un agile ed efficace coordinamento tra i diversi livelli e settori della Pubblica amministrazione che hanno competenze e responsabilità in materia; diffondere le buone pratiche e i protocolli d’intesa, che in vari territori e aziende hanno permesso di ottenere risultati positivi.
Il PD possiede nel suo codice genetico la scelta del lavoro dignitoso e sicuro. Al Governo, con Prodi e Damiano, ha realizzato l’obiettivo cercando sempre il collegamento con le forze sociali, le associazioni, gli operatori della prevenzione.
Occorre evitare che cali la tensione, che una rassegnata assuefazione prevalga in un circuito politico che preferisce occuparsi d’altro.
Per questa ragione, il PD attraverso il Ministro Ombra Enrico Letta e la Consulta del Welfare ha deciso di avviare un Forum sulla sicurezza sul lavoro, che ospiterà documenti, leggi, opinioni, fatti,suggerimenti in materia di sicurezza sul lavoro.
Ci auguriamo di poter accogliere tanti contributi che possano irrobustire la nostra battaglia per la civiltà del lavoro.



Presidenti: Giovanni Battafarano, Antonio Montagnino

Giovanni Battafarano

Nato a Taranto, 65 anni, è stato sindaco, vicesindaco e assessore di Taranto. Eletto alla Camera dei deputati nel 1994, è passato al Senato dove è stato eletto nel 1996 e nel 2001. Durante l' ultimo governo Prodi, è stato capo della segreteria tecnica del Ministro del lavoro Cesare Damiano. Attualmente è componente della Consulta del Welfare, responsabile del Forum Sicurezza del lavoro, segretario dell' Associazione Lavoro& Welfare e componente del cda INPGI. n Parlamento si è occupato in particolare di tutela della salute e sicurezza del lavoro, del lavoro dei disabili (l 68/99), della riforma dell' assistenza ( l 328/2000), del mercato e delle politiche attive del lavoro, di ammortizzatori sociali e di previdenza.

Antonio Montagnino

Nasce a Caltanissetta nel gennaio 1943. Ha alle spalle un passato da sindacalista nella Cisl. Eletto a Palazzo Madama nel 1996 tra le fila del Partito popolare italiano e rieletto nel 2001 al Senato con la Margherita, ricopre diversi incarichi istituzionali e politici. Da sempre impegnato sui temi del lavoro, della previdenza sociale, della sanità e dell'infanzia, da parlamentare è stato membro della Commissione lavoro e previdenza sociale e della Commissione igiene e sanità. E' stato inoltre Vicepresidente della Commissione per l'Infanzia. Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nel Governo Prodi, dal 2006 al 2008, gli vengono assegnate le deleghe sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro e sull’Orientamento e Formazione professionale, materie per le quali ha svolto l’intera attività istituzionale, legislativa e politica, di indirizzo, programmazione e vigilanza. Ha coordinato, in particolare, l’attività per la definizione della Legge Delega e del Testo Unico sulla Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.